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adulti plusdotati

Le caratteristiche sociali degli adulti plusdotati

Le caratteristiche degli adulti gifted, o plusdotati, compaiono nella prima infanzia e modellano tutta l’esperienza di vita successiva.

Per persone plusdotate intendo le persone che manifestano abilità intellettive con punteggi superiori a un QI di 130 o con QI non interpretabile in quanto con componenti dell’intelligenza “in eccesso” solo per alcune dimensioni (memoria a breve termine, abilità verbali o visuospaziali….)  e solitamente accompagnate da sensibilità e intensità a livello emotivo e immaginativo. Quanto descritto può applicarsi alla maggioranza ma non a tutti i soggetti che risultassero gifted secondo questa definizione.

In generale, le persone plusdotate sono guidate da un grande senso di scopo, di finalità, che dona loro grande soddisfazione nel momento in cui possono concentrarsi su di esso.
La giftedness comporta una visione particolare della vita, che ha come conseguenza aspetti positivi, gioiosi, ma anche dolorosi.
La plusdotazione non è né un aspetto positivo, né negativo nella vita di una persona. Conduce a una prospettiva diversa sul mondo e a sperimentare estremi di gioia e sofferenza.
Ma in quali condizioni si verifica l’uno o l’altro estremo?
La plusdotazione è un peso quando non ha canali di espressioni e non è riconosciuta e compresa. Un ambiente non supportivo porta a un senso di imprigionamento, di soffocamento nella persona plusdotata, che spesso, non conoscendo la propria giftedness e i propri bisogni di espansione, creazione e scoperta al di fuori della norma, vive un senso di fallimento personale, un senso di blocco e inutilità a cui non riesce a dare nome né forma. Al contrario, se adeguatamente accettati e supportati, quindi messi nelle condizioni di liberare il proprio flusso creativo, esprimono con gioia tutta la sensibilità, profondità e capacità di realizzazione.

Annemarie Roeper fu una pioniera nell’educazione dei bambini gifted e dedicò la sua vita alla comprensione delle persone plusdotate, bambini e adulti. In un articolo del 1991 elencava queste caratteristiche sociali degli adulti plusdotati:

  • Hanno il sentimento di non riuscire a comunicare, di essere incompresi, di essere degli outsider.
    Questo capita soprattutto quando la persona plusdotata si adatta alle aspettative degli altri previste dalle norme sociali della comunità di appartenenza, per poi sentirsi inferiore perché le sue spinte interiori conducono altrove.
  • Si sentono diversi (spesso più di quanto gli altri li percepiscano diversi).
    Si sentono inadeguati, inferiori e meno intelligenti. Spesso hanno una piccola cerchia di amici ma con cui si relazionano in modo significativo e profondo.
  • Hanno molte difficoltà a capire il comportamento apparentemente miope e incoerente degli altri.
    Possono sentirsi impotenti nell’avere a che fare con tali comportamenti, in quanto consapevoli delle sfumature e delle ambiguità in ogni scelta e atteggiamento e dei diversi aspetti di un problema oltre che della singolarità di ogni prospettiva. Credono inoltre in una moralità universale di base basata su un atteggiamento di reverenza e adorazione verso la vita e la bellezza.
  • Hanno bisogno di solitudine e tempo per la contemplazione e il sogno ad occhi aperti.
    Il sogno ad occhi aperti è fondamentale per il bambino plusdotato come per l’adulto. Serve a schiarire pensieri ed emozioni.
  • Non sono popolari.
    Si relazionano meglio con chi ha i loro stessi interessi per cui spesso conducono vite modeste e solitarie.
  • Possiedono una stupefacente abilità verbale e amano impegnarsi in intense discussioni intellettuali.
    Desiderano fortemente lo scambio di idee con persone guidate dai loro stessi interessi, valori e motivazioni. Hanno bisogno di una base comune di significato per il dialogo.
  • Hanno un grande senso dell’umorismo.
    E’ necessario un pensiero complesso per cogliere il lato divertente della vita. Spesso le battute delle persone plusdotate non sono comprese, spesso prevedono sottili giochi lievemente dispettosi.
  • Hanno difficoltà con le figure autoritarie.
    Sono pensatori indipendenti e accettano con difficoltà le osservazioni e le critiche di capi e supervisori. Le loro reazioni possono essere legate alla consapevolezza della fallibilità di alcune decisioni o a questioni morali.

 

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